Nella trasmissione Matrix del Ve 5 Giugno 2009 Berlusconi ha risposto alle domande del conduttore Alessandro Vinci e dei giornalisti Piero Sansonetti (L’altro) e Gianluigi Paragone (Libero) sulle foto pubblicate dal Pais e scattate senza autorizzazione dall’esterno della sua villa in sardegna dove ospitava il presidente del Consiglio Europeo ed in passato primo ministro della Rep.Ceca Mirek Topolanek. Altri temi delle domande sono stati la sua frequentazione della giovane Noemi Letizia e l’utilizzo di aerei di Stato per trasportare artisti che avrebbero intrattenuto esponenti di governi stranieri suoi ospiti.
L’argomento che qui considero è solo l’utilizzo dei voli di Stato e l’analisi attiene esclusivamente alla opportunità di tale utilizzo in quanto penso che non vi sia alcuna violazione della legge. Questa è stata infatti modificata prima dal governo Prodi e recentemente da quello Berlusconi rendendo l’utilizzo assai discrezionale. Vero è anche che la direttiva Berlusconi che modifica la legge è stata impugnata dal Codacons www.carlorienzi.it ma comunque interessa qui l’aspetto etico, non quello giuridico.
Nello spezzone di video riportato Berlusconi espone in modo chiaro le sue ragioni affermando che gli artisti che scrittura per intrattenere i politici stranieri in visita prendono normalmente voli normali, ma che in caso di difficoltà può anche fargli prendere i voli di Stato poichè ha organizzato e pagato personalmente tutta l’ospitalità (oltre 100.000 euro) e quindi diventa offensivo che gli si chieda conto di questo utilizzo. Dunque la giustificazione risiede nel fatto che avendo Berlusconi speso moltissimo personalmente per lo Stato diviene non più soggetto alla regola che varrebbe invece se non avesse speso tanto. Solo una parentesi in relazione al fatto che Berlusconi precisa che l’utilizzo dei voli di Stato da parte degli artisti non ha comportato un maggior costo per i contribuenti in quanto i voli sarebbero comunque partiti ugualmente. E’ vero che non c’è stato maggior costo ma questo non modifica il criterio di opportunità in quanto anche senza alcun costo aggiuntivo per i contribuenti non sarebbe opportuno che il Presidente della Repubblica organizzasse una festa per i parenti con quello che non è stato utilizzato per una occasione ufficiale.
A questo punto il Presidente del Consiglio prosegue dando alcune spiegazioni della sua visione dello Stato e dei suoi rappresentanti. Dichiara quindi che è opportuno che il Presidente del Consiglio sia molto ricco in quanto può così sollevare il bilancio pubblico dai costi per l’ospitalità agli esponenti dei governi stranieri, ed inoltre perchè il paese beneficerà di una considerazione personale che gli altri Capi di Stato non riserverebbero ad un politico qualunque.
Ora l’idea che queste due motivazioni, un risparmio pubblico ed una stampella al prestigio internazionale, rendano opportuno si riduca ad una oligarchia l’accesso al vertice della rappresentanza democratica dello Stato è tanto demagogica quanto illuminante sul pensiero del Presidente del Consiglio.
L’opinione che in determinati momenti, quando le parti politiche non sanno dare risposte ai bisogni dei cittadini, sia opportuno mettere temporaneamente da parte i principi democratici ed affidarsi ad una persona speciale, al di sopra delle parti e delle regole, è espressa dal mito del buon tiranno, ed è stata recentemente esaminata da Luciano Canfora nel suo libro La natura del potere. Nella sua recensione al libro http://archiviostorico.corriere.it/2009/marzo/08/fascino_del_buon_tiranno_co_9_090308040.shtml Sergio Romano commenta l’aspetto modernizzatore e semplificatore di Berlusconi che ha messo a nudo senza tante ipocrisie il fatto che il potere sia sempre in qualche misura esercitato da elites e mai in modo pienamente democratico. Conclude però Sergio Romano, prendendo spunto dall’elezione del presidente Americano Barak Obama, affermando che le democrazie qualche volta riescono a correggere i propri errori, le tirannie quasi mai.
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